pioggia

29 Giugno 2009

Mi piace la pioggia. Mi piace il suo odore, la scia che lascia, il segno tangibile su tutto ciò che tocca, che sfiora.
Mi piace sentirne il rumore, guardare le gocce cadere, percepire la mia pelle bagnata.
Mi piace entrarci dentro e restare lì, come fossi parte di lei, come se il mio posto fosse quello da sempre, sentirmi viva. Come ora.


si chiude il sipario

12 Giugno 2009

Un pezzo della mia vita finisce qui. E non tornerà più. Perché due lauree possono bastare. Eppure già lo so, che mi mancherà. E neanche poco.

Svegliarsi la mattina presto che il tempo è prezioso e non si può certo passarlo a dormire. Le giornate passate a sottolineare e ripetere ad alta voce che altrimenti non entra nulla in testa. I millemila fogli di parole chiave che ogni giorno ne perdevo uno. Il mio evidenziatore blu inseparabile compagno di questi anni (sempre lo stesso, eh). Le ammirevoli creazioni mnemoniche a base di assurde associazioni mentali e improbabili storielle. Gli acronimi tecnologici informatici “che li conosci solo tu”. La conta delle pagine mancanti ogni quarto d’ora. Vola. Leggi in mente che se no si perde troppo tempo. La conta dei giorni all’esame. Dieci pagine in un’ora. L’abbiamo prenotato? I Doemi. La confusione tra paragrafi, che sono tutti uguali. L’ultimo capitolo è inutile, io lo salto. Lo svenimento fisso delle 11:15. Valeria che finisce la scuola. I sinonimi quasi uguali delle parole giuste. Gli esami di diritto. Le spiegazioni degli esercizi di economia. La vicina di casa amante della “bella” musica. Il cane abbandonato. Ma che può chiedere? Studiare perfino da un ebook. E dall’iPod. E al cinema. La casa sempre vuota. E chi c’ha la testa oggi. Gli esami buttati per attimi di follia. Le giornate passate a mandare messaggi senza capire niente dell’esame. I discorsi sugli uomini. Le lacrime che non si riescono a trattenere. Non si capisce niente. Latte e cereali. 29 gradi è troppo caldo, 28 fa freddo. Questo è inutile, non potrò mai ricordarlo. Natalia. L’abbigliamento per casa tua. La coperta di lana a luglio. La concentrazione di cose da fare dall’una alle tre. Lo svago del milionario. Tommaso alla mezza. Tommaso alle sette e mezza. Non sono gli amici, è la Vodafone. Ma non te ne vai mai? Ah, questo sta nella mia tesi! Ripetere camminando così forse è meglio. Respirare aria e libertà, ma solo fuori al balcone. I nidi di uccelli. I bambini allegri e festosi che ti irritano anche da lontano. Nonseiunveroamico. Ciao Luciano. Ciao Totore. Le api invadenti al settimo piano e le mosche educate al terzo. Imparare le frasi a effetto. Godere per la pioggia così nessuno esce. Le gonne di pezza. Lo shampoo flash. Gli sbadigli contagiosi. I tentativi di conciliare studio e musica. Lo zingaro. Besame mucho. Donne, è arrivato l’arrotino. Le domeniche “che stiamo veramente inguaiate”. No la luce no! La camomilla. Mi serve un altro mese. Che peccato. Ripassare alla fermata. Sul pullman. E in funicolare. Rambo e la fascetta. Ti odio perché ti chiami B. L’irrequietezza dalla C alla L. Ma quante I ci sono?! L’attesa snervante. Il raro stupore per lo stesso voto. E’ finita, è finita…

Alla mia unica e insostituibile compagna di studi e di vita. Che probabilmente senza di lei neanche ci sarei arrivata, fino a qui. Ti voglio bene


pessimismo e fastidio

20 Maggio 2009

Ho detto tutto.


alla ricerca di

14 Maggio 2009

Cerco il mio posto nel mondo. Lo cerco, e nel momento In cui mi sembra di averlo trovato mi tocca ricredermi e fare tutto da capo, di nuovo. Io so cosa voglio, e sarebbe tutto davvero semplice se ciò che mi circonda me lo permettesse. E invece non è così. Ed è difficile, maledettamente difficile. In fondo lo so, lo so che sono ostinata, caparbia, e che alla fine in un modo o nell’altro avrò le mie soddisfazioni.
Ma stasera – stasera – vorrei solo chiudere gli occhi e sognare quel cielo blu, quelle stelle. Sulla mia pelle.


30 Aprile 2009

…silence…


18 Aprile 2009

And so it is
Just like you said it would be
Life goes easy on me
Most of the time
And so it is
The shorter story
No love, no glory
No hero in her sky

I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes…

And so it is
Just like you said it should be
We’ll both forget the breeze
Most of the time
And so it is
The colder water
The blower’s daughter
The pupil in denial

I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes…

Did I say that I loathe you?
Did I say that I want to
Leave it all behind?

I can’t take my mind off of you
I can’t take my mind off you
I can’t take my mind off of you
I can’t take my mind off you
I can’t take my mind off you
I can’t take my mind…
My mind…my mind…
‘Til I find somebody new

Damien Rice – The blower’s daughter


deep inside

10 Aprile 2009

Forse dovrei smetterla di pensare, e di scavare, e di rivivere. Forse deve solo passare quest’altra giornata di festa che arriva e che per me semplicemente non ha senso. Come tutte le festività, da 5 anni ormai.
Mi danno fastidio. Mi danno fastidio lo sfarzo, il cibo, le scampagnate obbligate, le risate, la cioccolata. Mi danno fastidio i parenti, gli auguri, mi danno fastidio queste nottate.
Io non lo so affrontare questo periodo dell’anno, io proprio non ci riesco.
C’è aprile che è mese di primavera, e fiori, e sole e uccellini cinguettanti. E c’è aprile che si porta dietro dolore, stanchezza, lacrime, giornate passate a sperare, vita vissuta giorno per giorno in attesa della normalità.
Quella normalità che non è più tornata. E che non tornerà mai più.


the waste land

9 Aprile 2009

Aprile è il più crudele dei mesi, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
T.S. Eliot


ticking away

29 Marzo 2009

E insomma succede che oggi c’ho un’ora in meno per fare un sacco di cose.
Damn it.


it’s oh so quiet

17 Marzo 2009

Mi siedo, lascio scorrere le dita su questi tasti bianchi e la mente riesce incredibilmente a non fuggir via dove ha sempre desiderato ultimamente.
Serena. E’ tempo per quei miei pensieri da troppo reclusi, tempo per me. Sono attimi che hanno un senso, che mi fanno sorridere e mi lasciano addormentare la sera apprezzando ogni minuto di sonno che rubo alla notte.
Senza dover scappare, pensando solo a vivere. Semplicemente vivere.

Un attimo ancora. Due attimi ancora. Tre attimi ancora.